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IL TEATRO SANTA ELISABETTA
Il teatro di Messina fu espressione delle nuove esigenze dell'élite peloritana, ma anche della volontà di Ferdinando II e del suo ministro degli Interni Nicola Santangelo di potenziare una politica di lavori pubblici con grandi opere di rappresentanza a scapito delle più necessarie riforme economiche. Esso fu quindi edificato in un momento di distensione politica nei rapporti tra la cittadinanza ed i Borboni. Al plauso pubblico il sovrano rispose restituendo a Messina, "città fedelissima", più ampi margini di libertà culturale. La concessione del teatro, che sanciva questo nuovo corso politico, appagava nel contempo un'assai sentita esigenza di spazi culturali.
La posa della prima pietra del 'novello Teatro' di Messina, intitolato a Santa Elisabetta in omaggio a Maria Isabella di Spagna, madre di Ferdinando II, avvenne il 23 aprile 1842. La solenne cerimonia si compì alla presenza delle massime autorità. Lo stesso Pietro Valente pronunciò il discorso inaugurale "che destò le meraviglie di ognuno; perché nel vero era ben nuovo che un architetto adempisse cosa tanta aliena dalla sua arte". I lavori di costruzione durarono oltre dieci anni. Essi furono appaltati alla Ditta Antonino Manganaro per la somma complessiva di 140.000 onze, e furono diretti personalmente dal Valente. Nei primi mesi del 1845, infatti, Carlo Falconieri sarebbe stato definitivamente esonerato dall'incarico di "architetto di dettaglio". Agli inizi del 1843 risultavano già "eseguite le fondazioni di tutt'i muri laterali dello intero portico, del vestibolo, della curva della platea sino alla bocca d'opera del proscenio non restando a farsi che le fondazioni del solo lato occidentale del Teatro che chiude il palco scenico per compirsi le fondamenta dell'intero teatro". L'anno seguente l'Intendente De Liguoro annunziava con soddisfazione: "La costruzione del novello Teatro di Messina va sempre più progredendo; le pareti esterne, il vestibolo, e gli altri ambienti sono già elevati sin alla prima impalcatura, e gli ambulacri e la curva della sala saliscono al quarto ordine de' palchi. Non si cessa di portar innanzi i lavori con operosità per darsi compimento a questo sontuoso edifizio, il quale sarà un grande monumento della gloria e della magnificenza dell'Augusto Monarca e dell'incivilimento di questa cospicua città".
COSTRUZIONE 1842 | 1852
Ignoto (sec. XIX), Busto della Regina Isabella di Borbone
Messina, Museo Regionale
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Michele Panebianco, Autoritratto.
Palermo, Biblioteca Comunale
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Il 6 aprile 1847 veniva bandito un concorso per il gran sipario del Teatro. Il telone, raffigurante Gelone che accorda pace ai vinti cartaginesi a patto che non più sacrificassero vittime umane, fu dipinto dall'artista messinese Michele Panebianco.
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